Progettazione e Ristrutturazione: l'Approccio Creativo e Sostenibile dell'Architetto Simona Muzzi

Antonio Baroni—Homify Antonio Baroni—Homify
Simona Muzzi Architetto Modern Corridor, Hallway and Staircase Wood
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Poliedricità, multidisciplinarità, creatività, ma anche un approccio pragmatico e sostenibile, e una solida conoscenza di ogni aspetto del processo di progettazione, dal disegno alla direzione dei lavori: sono questi i tratti salienti del lavoro dell'Architetto Simona Muzzi che emergono dall'intervista che presentiamo in questo Libro delle Idee.

Proprio la conoscenza approfondita di ogni aspetto del processo di progettazione rappresenta la base che rende possibile un approccio creativo e libero agli interventi di interior design e di ristrutturazione, nell'ambito di uno scambio continuo, onesto e proficuo con clienti, committenti e collaboratori.

L'attenzione ai temi della sostenibilità è un altro dei tratti salienti del lavoro progettuale dell'Architetto Simona Muzzi, un lavoro progettuale che spazia dalle residenze private ai locali commerciali, dagli interventi di riqulificazione anti-sismica a quelli di interior design.

Scopriamolo nel dettaglio in questa intervista: seguiteci!

1. Quali sono le fonti di ispirazione per un nuovo progetto?

Ciò che mi appassiona di più della mia professione è la sua poliedricità: cioè la molteplicità di aspetti, di attività, di interessi che la compongono. Partendo dal principio basilare che è quello di soddisfare i bisogni manifestati dai futuri clienti, perché siano felici del risultato finale, il mio approccio si adatta alla natura dei diversi progetti.

Per esempio, se un cliente richiede un intervento di interior design che prevede il cambio dell’arredo, dei colori, degli accessori di un appartamento, studio il caso nei dettagli e, capiti i suoi gusti, mi lascio ispirare dalle mie idee e dalle ultime tendenze, attraverso una ricerca ampia sui medium specializzati, per arrivare a confezionare diverse palette di proposte, che comprendono arredi, complementi, colori predominanti e i dettagli.

1.1 Quali sono le fonti di ispirazione per un nuovo progetto?

Se l'intervento verte sulla riorganizzazione degli spazi interni, allora mi concentro sulla mia capacità progettuale, partendo dagli spunti arrivati dalla prima visita dell’alloggio, da cui traggo una immediata ispirazione per la successiva trasformazione degli spazi.

1.1 Quali sono le fonti di ispirazione per un nuovo progetto?

2. Quali sono le fonti di ispirazione per un nuovo progetto di esterni?

Nel caso degli spazi esterni, credo sia molto importante concentrarsi sui particolari e sui dettagli: sono questi a fare la differenza e a permettere di raggiungere gli obiettivi fissati in base alle esigenze e ai desideri del committente.

2.1 Quali sono le fonti di ispirazione per un nuovo progetto?

2.2 Quali sono le fonti di ispirazione per un nuovo progetto?

3. Ci sono delle caratteristiche ricorrenti nei suoi progetti? Materiali con cui preferisce lavorare? Stili preferiti?

Mi piace unire la modernità con gli elementi della tradizione, in particolare nella scelta dei complementi di arredamento. Per me è di fondamentale importanza il rigore architettonico: prediligo una progettazione senza tanti fronzoli, ma in cui allo stesso tempo si cerchi la dinamicità degli spazi. Amo le asimmetrie, sia architettoniche che di stile e i cambi di visione tra un ambiente e l'altro.


3.1 Ci sono delle caratteristiche ricorrenti nei suoi progetti? Materiali con cui preferisce lavorare? Stili preferiti?

I materiali che prediligo sono quelli naturali, con una spiccata matericità, con tonalità forti, che permettano una caratterizzazione immediata dell’ambiente o del singolo complemento d’arredo.

4. Per ogni progetto bisogna tenere in considerazione chi poi andrà ad abitare nell’ambiente. Come li coinvolge, come si relaziona con loro?

Il mio approccio è sempre molto personale: sono una persona schietta e non mi nascondo dietro false apparenze. Mi piace conoscere subito i miei interlocutori e renderli partecipi di qualunque scelta.

Se trovo una sponda collaborativa, allora il viaggio diventa piacevole e liscio come il mare alla mattina senza onde. Le immagini e i disegni con le proposte di progetto e di sistemazione degli arredi sono fondamentali per dialogare con chi ha delle idee, ma magari non riesce a spiegarle. Attraverso disegni e schizzi si riesce a esprimere liberamente pensieri e desideri.


4.1 Per ogni progetto bisogna tenere in considerazione chi poi andrà ad abitare nell’ambiente. Come li coinvolge, come si relaziona con loro?

Coinvolgo i clienti sia nelle scelte di base, che poi guideranno tutto il progetto, che in quelle dei dettagli degli interni, dall’arredo sino alle placche degli interruttori. Chi andrà a vivere in un certo spazio non è come me: in questo risiede la difficoltà, ma anche il divertimento e il piacere del lavoro progettuale.

Cerco sempre di rendere i miei interlocutori partecipi della mia visione, ma anche di lasciarmi influenzare dalle loro, in un rapporto di scambio reciproco e di confronto continuo: passaggi che servono a crescere, tanto nelle relazioni con i clienti che in quelle con colleghi e collaboratori.



5. Il suo lavoro negli ultimi anni si è concentrato nelle zone colpite dal terremoto in Emilia Romagna. Cosa ha imparato da questa esperienza e come applicherà queste conoscenze alle esperienze future?

Sì, in effetti negli ultimi anni ho avuto occasione di lavorare nelle zone colpite dal terremoto dell’Emilia Romagna del 2012. In questi casi, naturalmente, si è trattato di interventi di miglioramento e adeguamento dal punto di vista anti-sismico, tanto di residenze private che di capannoni agricoli o di strutture complesse, integrati da interventi di recupero architettonico.

Queste attività mi hanno permesso di imparare la multidisciplinarità dei vari attori all’interno di un processo complesso. Il coordinamento delle loro attività è stato uno dei miei compiti principali: bisogna essere razionali nella conduzione di tutto il procedimento, prima progettuale, poi costruttivo e realizzativo.

Ho affrontato anche appalti pubblici venendo a contatto con le Amministrazioni locali. Ho affrontato la burocrazia e la necessaria organizzazione puntuale degli adempimenti. Le conoscenze acquisite fanno ora parte del mio bagaglio culturale e professionale e hanno accresciuto le mie esperienze: tutto ciò che ho assimilato non potrà che confluire nei miei prossimi lavori. 

5. Un altro tema molto caro ai nostri lettori è l'ecosostenibilità. Come vede la casa del futuro? Quali saranno le nuove sfide?

Come architetto mi occupo sia di progettazione che di direzione lavori nei cantieri e di sicurezza. La mia predilezione è per le ristrutturazioni e i restauri dei beni vincolati dalle Soprintendenze, lavori che richiedono diversi approcci e competenze.

Negli ultimi anni sto lavorando anche alla progettazione di edifici in legno, per i quali gli aspetti del risparmio energetico e della sostenibilità ambientale sono di fondamentale importanza: ci si muove nella direzione di edifici a consumo zero.

Non tralascio, poi, la progettazione di negozi e locali commerciali, che è molto affascinante e che necessita di un approccio molto dinamico. Né il sogno di intervenire su degli oggetti di archeologia industriale.

Quello della casa del futuro, quindi, è un discorso molto vasto, che va incluso nel quadro più ampio della pianificazione territoriale e del recupero del patrimonio edilizio esistente. La recente pandemia, poi, ha posto la necessità di pensare a un nuovo approccio alla programmazione delle città del futuro.

In particolare ha fatto emergere e ha evidenziato delle nuove esigenze, che ora appaiono come imprescindibili, rispetto alla progettazione delle nuove costruzioni, ma ancora di più rispetto agli interventi di ristrutturazione delle case esistenti.


5.1 Un altro tema molto caro ai nostri lettori è l'ecosostenibilità. Come vede la casa del futuro? Quali saranno le nuove sfide?

Oggi, infatti, chi cerca casa inizia sempre più spesso a guardare alla presenza di spazi esterni, giardini o balconi, delle zone-filtro all’ingresso, che possano permettere un accesso “pulito” all’interno, con dotazioni minime di elementi che ora sembrano essere divenuti quasi indispensabili, come le vecchia cassette del pronto soccorso aggiornate in chiave “post-Covid”.

E ancora: si guarda alla presenza di ambienti flessibili e trasformabili attrezzati per lo smart working, e non è più possibile tralasciare la presenza della fibra e di linee internet veloci per tutti. Queste sono solo alcune delle questioni emerse.

L’approccio sostenibile è stato poi ulteriormente rilanciato con grande forza dai cosiddetti Ecobonus e Superbonus. Ritengo che questi rappresentino una grande occasione per un rinnovamento dell’esistente, che è stato sino a oggi fortemente “energivoro”: il verde, i servizi di vicinato, la mobilità sostenibile, sono alcuni degli impegni che coinvolgeranno tutti noi operatori del settore nel prossimo futuro.

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